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RACCONTO

Di Violetta
(violetta11@virgilio.it)

 

Gli amanti negati, accecante splendore dell'amore, il paradiso istantaneo. La ruota che macina vita.


Era grande talmente che non prendeva nulla abbastanza con gli occhi, anzi sembrava che ogni cosa lo facesse apposta ad estendersi con tanta abbondanza nello spazio. Si trattava dunque di un posto così diverso dalla sua cittadina nel cuore del mediterraneo: le casette tutte uguali, giardino ordinato di prato e fiori a siepe, tetti spioventi di legno, e poi anche gli odori erano talmente diversi, altro che la muffa e il vecchio dei muri muschiati di grossa pietra, qui veleggiavano fragranze di miele, cannella, zucchero e cera avvolti in un indecifrabile involucro plastificato. V. stava vagando in tutti questi pensieri, seduta su uno scomodo sgabello, con gli occhi sgranati sopra il vuoto del piccolo negozietto, nel frattempo scribacchiava parole assurde

"paperback scawl your hidden poems
written around the dried out flowers"

e scriveva, passava e ripassava con l'inchiostro sulla carta, tracciava dei solchi profondi, cancellava, mentre un motivo musicale si diffondeva esalando in alto come fumo d'incenso e riguardava i segni lasciati……

Se ti chiedo di guardarmi gli occhi
è un invito ad entrarmi dentro l’anima,
le sue pieghe sembrano ormai svuotate,
saprai squarciare una breccia di luce?
Credo di no e lo sai…..

Mentre era completamente assorta in questa inutile occupazione, si trovò improvvisamente fissati addosso due occhi esasperati e morbidi appartenenti ad un tipo dall'aria arzigogolante e rifrangente melanconia, oscuro. Che presenza strana: alto e magro che a vederlo sembrava, chi sa perché, quasi non esisterci su questa terra,

"through the haze, make your eyes up to ache
out in space, days away
through these eyes
i rely on all i've seen
obscured".

il tipo sembrava non dover dire nulla oppure sciogliersi in chissà quale confessione. "Hai bisogno di qualche cosa?" "si vorrei sapere…...cioè…. dove sono le vecchie riviste della see into the trees ? E poi ecco volevo sapere come mai …no anzi, nulla" silenzio assordante "scusa ma potresti ripetere più lentamente, sai io sono straniera e non è facile capirvi quando vi mettete a correre nelle parole" "ah ecco cosa c'era di strano in te" "io strana ti sei guardato ?" pensò e quello intanto "oh comunque grazie penso di aver visto li….. dietro le tue spalle quello che cercavo". Occhi dritti che fanno parte di noi che ci sono già prima che qualcuno ce lo dica e prima ancora di urtarci addosso, e lui sembrava volesse dirle "believe believe in me" ma credere in cosa, o meglio in chi? Forse in lui che continuava a fissarla mentre alla cassa pagava, ovvero tirava fuori dalle tasche una serie di oggetti inutili, nel tentativo di trovare qualche spicciolo. Che idea folle! "ciao, ci vediamo" disse, con immenso sorriso, mentre uscendo dal locale sbatteva in maniera ridicola contro la porta.

Sicuramente i posti che V. favoriva erano quelli nascosti, non da cartolina ma vissuti, come il piccolo negozio della downtown; ad entrarci dava immediatamente l'idea di quello che era: ci si poteva trovare tutto ciò che serviva a quelli che da lei, così come da tutta l'Europa venivano detti dark o tendenzialmente tali: abbigliamento, calzature, libri, strumenti musicali, dischi, candele, collane, incensi e incensiere, statuette e immagini di varie simbologie, crocefissi e tanto altro, tutto nericcio leggermente tenebroso e lei, V. se ne stava li da qualche giorno, a dare una mano nelle vendite a N. nipote di una cara amica di sua nonna presso cui, da un mese o poco meno, risiedeva V.
"Certo che devi averlo colpito parecchio" "cosa? Chi?" "ma dai …non vedi come ti guardava e poi figurati se Z. non sapeva dove era quella rivista, lui viene qui da sempre, è uno dei nostri clienti più affezionati" V. si affrettò a cambiare discorso "scusa N. ma parli troppo in fretta non capisco bene" anche se quegli occhi l'avevano fatta sentita molto a disagio, ancora li sentiva appiccicati dentro i suoi.
"Accidenti ma hai visto, ha sbattuto contro la porta come un perfetto imbecille e solo perché era troppo impegnato a sorriderti" continuò N. ma V. già aveva preso a passarsi lo smalto nuovo di zecca, il blu inchiostro è il colore più bello assieme al nero, naturalmente.