![]()
Main Page
- News - Testi - Interviste - Faqs - Immagini - Tour Info - Discografia - Mp3 - Bootlegs - Tabs - Covermania - Radio
COG - Ipse Dixit - Band History - Biografie
- Links - Webrings - Mailing List - ICQ - Quiz - Poetry -
Forum -Trade - Chat - Guestbook
|
RACCONTO
Gli amanti negati, accecante splendore dell'amore, il paradiso istantaneo. La ruota che macina vita.
"paperback scawl your hidden poems e scriveva, passava e ripassava con l'inchiostro sulla carta, tracciava dei solchi profondi, cancellava, mentre un motivo musicale si diffondeva esalando in alto come fumo d'incenso e riguardava i segni lasciati Se ti chiedo di guardarmi gli occhi Mentre era completamente assorta in questa inutile occupazione, si trovò improvvisamente fissati addosso due occhi esasperati e morbidi appartenenti ad un tipo dall'aria arzigogolante e rifrangente melanconia, oscuro. Che presenza strana: alto e magro che a vederlo sembrava, chi sa perché, quasi non esisterci su questa terra, "through the haze, make your eyes up to ache il tipo sembrava non dover dire nulla oppure sciogliersi in chissà quale confessione. "Hai bisogno di qualche cosa?" "si vorrei sapere ...cioè . dove sono le vecchie riviste della see into the trees ? E poi ecco volevo sapere come mai no anzi, nulla" silenzio assordante "scusa ma potresti ripetere più lentamente, sai io sono straniera e non è facile capirvi quando vi mettete a correre nelle parole" "ah ecco cosa c'era di strano in te" "io strana ti sei guardato ?" pensò e quello intanto "oh comunque grazie penso di aver visto li .. dietro le tue spalle quello che cercavo". Occhi dritti che fanno parte di noi che ci sono già prima che qualcuno ce lo dica e prima ancora di urtarci addosso, e lui sembrava volesse dirle "believe believe in me" ma credere in cosa, o meglio in chi? Forse in lui che continuava a fissarla mentre alla cassa pagava, ovvero tirava fuori dalle tasche una serie di oggetti inutili, nel tentativo di trovare qualche spicciolo. Che idea folle! "ciao, ci vediamo" disse, con immenso sorriso, mentre uscendo dal locale sbatteva in maniera ridicola contro la porta. Sicuramente i posti che V. favoriva erano quelli nascosti,
non da cartolina ma vissuti, come il piccolo negozio della downtown;
ad entrarci dava immediatamente l'idea di quello che era: ci si poteva
trovare tutto ciò che serviva a quelli che da lei, così
come da tutta l'Europa venivano detti dark o tendenzialmente tali:
abbigliamento, calzature, libri, strumenti musicali, dischi, candele,
collane, incensi e incensiere, statuette e immagini di varie simbologie,
crocefissi e tanto altro, tutto nericcio leggermente tenebroso e lei,
V. se ne stava li da qualche giorno, a dare una mano nelle vendite
a N. nipote di una cara amica di sua nonna presso cui, da un mese
o poco meno, risiedeva V. |
||