POESIE
Di Narciso72
(narciso72@libero.it)
Attendo impaziente
Attendo, impaziente,
che una nuvola mi porti via.
Ricoperta da petali rosa,
mi lascio andare
nel limbo della disperazione,
nell'oblio della perdizione,
dove niente acquista più speranza,
neanche la fede
in cui mi rifugiavo,
inutilmente persa nelle
memorie ignote
di un tempo che fu e che non sarà.
Già penso...
smettendo di pensare,
perchè so che dopo
non ne avrò più bisogno.
Avrò il mio posto conquistato...
per volontà di chi...
cercherò la vita che qui non ho
che qui non ho mai conosciuto e bevendola,
come l'indispensabile acqua,
saprò colmare
quel vuoto d'amore
che ha disperato la mia vita,
plasmando la rugiada
e rendendola palpabile,
invisibile e reale.
Nella luce imparerò ad amare,
di quell'amore vero,
puro e sincero,
che non esiste nella realtà.
Scoprirò la bellezza
di ogni più piccola creatura,
amerò la bellezza del mio compito
ed umile, ricoprirò di fiori
la loro bellezza.
Amerò pensare di poter recuperare
il tempo perduto...
finché mi risveglierò
e sarà tutto come prima
...perché soffrire é sempre
un po' morire.
E amare é soffrire...
Sorella Morte...
siamo proprio sicuri che arriverai?
Orrore di sacra bellezza,
concepita per dare
un senso alla vita...
ti odio e ti amo.
Brancolando
brancolando nel buio per troppo tempo
ho perso la cognizione
dei minuti che scorrono,
le frecce che ruotano vorticosamente,
senza un attimo di pace
mi ritrovo in balia
di una pazzia
che non m'abbandona
persa, come in questo mondo
contorto, distorto,
che nella mia mente
non trova confini
non vedo l'uscita,
ci sarà una porta?
non vedo luci,
solo ombre di uno spirito
frantumato in milioni d'unità,
che non si ricomporranno mai
in un'entità e vagheranno
dentro di me, come interminabili
incubi, finche la morte
non mi libererà
Buio
nel buio di una vita
tormentosamente massacrante,
il cigolio delle catene
che si trascinano,
assordante
insopportabile
e distruttivo,
mi fa scoppiare la testa
dentro solo lo scricchiolio
delle ossa che si sbriciolano,
il logorio dei muscoli
che debolmente,
mi sorreggono
ed il cuore che batte,
sofferente e disintegro
cerco disperatamente
quelle grida,
quella gioia,
quell'allegra
che quando finisce
ti lascia la disperazione
del vivere.
come un fiore appassito
che il sole non curerà.
Candele Nere
candele nere
odore d'incenso
una camera scura
volti sofferenti,
avvolti in neri cappucci,
senza espressione,
coperti da lacrime
che silenziose,
corrono dai loro occhi,
verso il corpo
del compianto
sembrano volerlo raggiungere
"morte liberatoria,
che ci porti nel regno sconosciuto,
un giorno arriverai anche per me
e quel giorno dirò a tutti
non piangete per me
veglierò su di voi
e vi darò una mano da stringere,
una spalla su cui piangere,
una voce amica cui confidarvi
"
ridete, o voi,
che ancora vivete
La solitudine
Vago alla ricerca della solitudine,
signora misteriosa
dai mille drappi scuri,
trasparenti come la notte,
che mi avvolge dolcemente
e mi riscalda,
nel pianto liberatorio
della mia anima,
che ricerca ristoro
tra le braccia di uno spirito.
Spirito vagante,
che appaga le mie
ansiose ricerche
con le sue risposte,
con la sua speranza,
con la sua presenza.
Spirito che mi guida
in ogni passo,
mi porta tra le sue membra
e mi congiunge all'universalità
delle cose,
mi trasporta dove niente
é visibile,
ma tutto é percepibile,
nella pienezza del tappeto di stelle
dove niente ha più un senso,
come anche la mia vita.
Scivola via
Scivola via
con un battito d'ali
la schiuma della vita
che nella coscienza del tempo,
distrugge l'oblio
della vergogna
della rabbia della sconfitta.
Plasma le forme
riducendole in inutile poltiglia
bianca luce rilucente
in un attimo
in un soffio di vita.
Marasma plastico
respirando affannosamente
rilucendosi in barlumi
incantati dal mistero
della vita che nasce
senza che tu lo voglia.
Respirando piume d'oca
amando la terra
che ribolle il silenzio del mare.
La vita che brucia le tappe
distrugge le forme
i pensieri
muta i desideri
trasformandoli
in gocce d'acqua,
che trasudano
limpidezze e amore cosmico.
Il valore di un sogno
che finisce,
per ridonare calore
al respiro del mare,
al silenzio del cielo,
all'immensità
dell'Universo,
che scoppia via
la voglia di vivere,
spazzando ogni cosa.
Sento che scoppia
Sento che scoppia, si libera,
disintegra ed integra
nei sensi, nelle vogliose
sensazioni di sublimità.
Le membra che si staccano dal corpo,
sciogliendosi di acido corposo,
lasciando solo la scia del loro passaggio.
Sgretolandosi nei sensi,
stanchi del troppo affanno,
appagati e paghi del loro utilizzo,
inutili e terminate valvole di sfogo.
Nell'animosità della disparità dei sensi,
si limita nell'esistere e si svolge
nel pensare a non pensare...
per non soffrire.
Soffrire della materializzazione
dell'immoto vivere,
spento nella rigidità delle azioni materiali,
disintegro del proprio esistere.
Animandosi, muovendosi, plasmandosi...
per un'ultima, inutile volta,
nel tentativo... di distruggere l'animosità
Sola in un angolo
sola in un angolo a pensare,
con la testa tra le mani
i minuti scorrono veloci
e nella mia testa
un gran vuoto,
un vuoto immenso
che sembra colmarsi
nel niente.
Un buio fitto,
come le trame della mia mente
contorta che vede l'uscita
solo nella fine
tutto sembra senza confini,
illimitatamente nero e confuso,
come le mie mani
che vagano errando,
alla ricerca di qualcosa
che non trovano
sorgerà il sole domani?
Sudori Freddi
buio
sudori freddi
un tremore che scuote
un corpo che tenta ancora
di lottare,
di prendere il sopravvento
sulla signora della notte,
di non lasciarsi soccombere
un corpo che si rigira,
agli ultimi tremiti,
gli ultimi aneliti
di una vita di stenti,
noia e disperazione
quasi sembra voler strappar via
quel mantello che ora m'avvolge
ma la morte implacabile,
dura ed imperturbabile,
finalmente, lo porterà via con sé
Una mente frantumata
una mente frantumata
in mille pezzi,
come uno specchio rotto
dalla bufera di una personalità
divisa in briciole
ogni pezzo, un altro "io",
nella piena disperazione
di un'anima
che si ritrova dissolta in mille anima
in ogni pezzo
c'è una parte di me,
una briciola della mia vita,
una parte della mia anima
che vola via,
come quel vento
che mi porta altrove.
Visioni
Visioni nella notte
come di pipistrelli
che svolazzano
in cerca di una preda
una catena trascinata,
come una palla al piede
che non riuscirò a togliermi
un peso nel cuore,
una lama trafitta,
un dolore perso
nelle spaccature del mio animo
sangue che non sgorga
la vita che non c'è,
si è dispersa
nei meandri
della mia
mente contorta
e non riesce ad uscirne fuori
un corpo
privo di linfa vitale,
giace abbandonato,
tra la polvere
e le ragnatele della vecchiaia
precoce morte di un cuore inesistente